

Una gioia per gli occhi, per le orecchie
e per lo spirito!
BroadwayWorld.com - Italy
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Dopo due fortunatissime stagioni milanesi, il bus di PRISCILLA, LA REGINA DEL DESERTO "parcheggia" nella Capitale accolto da una platea elettrizzata e folta d VIP - fra i tanti Paolo Bonolis, Francesco Pannofino, Cesare Bocci, Pippo Baudo, Rossella Brescia, Vladimir Luxuria... - che ieri, 24 gennaio ha buttato giù il Teatro Brancaccio a suon di applausi.
Il musical, tratto dall'omonimo film australiano del 1994, racconta di tre drag queen - Mitzi, Felicia e Bernadette - e del loro viaggio da Sydney verso Alice, dove li aspetta un nuovo ingaggio in un casinò. Viaggio nel deserto ma, soprattutto, interiore che li porterà a maturare nel rapporto con la loro sessualità, dimostrando che bisogna prima imparare ad accettare se stessi per essere accettati dagli altri.

Parte del merito di questo spettacolo va alle indimenticabili hits (eseguite dal vivo!) attinte dagli anni '70/'80 - come il frizzante opening "It's Raining Man", la bollente"Hot Stuff", "I Will Survive" e tante altre... - che costellano lo scorrevole libretto di Stephan Elliot e Alan Scott che ricalca la sceneggiatura originale alternando momenti di puro divertimento a scene decisamente più tenere. Molto efficace anche la trasposizione in italiano che riesce nel tentativo di avvicinare la pièce al nostro gusto senza perdere un pizzico di verve.
Scorrevole, pulita e senza sbavature è anche la regia di Simon Phillips, dallo stampo prettamente internazionale a cui noi italiani, in molti casi, dovremmo guardare.
Dieci e lode alle scenografie di Brian Thomson, al light design di Nick Schlieper, ai costumi di Tim Chappel e Lizzy Gardiner - vincitori, tra l'altro, dei 2012 BWW Italy Award nella categoria Best Costume Design - nonché alle coreografie di Ross Coleman e Andrew Hallsworth che contribuiscono in maniera preponderante alla spettacolarità di PRISCILLA lasciando il pubblico a bocca aperta. Certo, tanto sfarzo avrebbe potuto distogliere da tutto il resto e si sarebbe rivelato inutile se non fosse stato per il cast eccezionale che è riuscito - tra luci, colori e suoni - ad imporsi come protagonista indiscusso.
Tra i tre principals, chi colpisce più di tutti è sicuramente Simone Leonardi nel ruolo di Bernadette, donna forte e sicura di sé che però non ha ancora metabolizzato completamente il cambiamento di sesso. Grande prova la sua, prima di tutto attoriale - perché non facile far ridere ed emozionare interpretando un transessuale/donna senza cadere nel cliché o nella macchietta - ma anche da performer a tutto tondo. Gli spettatori riescono subito ad entrare in empatia con Bernadette: ridono con lei, soffrono con lei... e questo è senz'altro merito dell'ottimo interprete che la ritrae.
Mirko Ranù dà il meglio di sé nei vistosi panni di Felicia (aka Adam): interpretazione magistrale, padronanza vocale e grande prestanza fisica mettono 'a nudo' il personaggio e il suo dolore, malcelato dal superficiale sadismo che si è costruito attorno.